Haider Ackermann riscrive Tom Ford alla Paris Fashion Week
La seduzione, nella moda contemporanea, spesso scivola nell’eccesso. Si confonde l’intensità con l’esibizione, il magnetismo con la provocazione esplicita. La nuova collezione Tom Ford Autunno/Inverno 2026-27, presentata alla Paris Fashion Week, interrompe questo automatismo. L’incontro tra la storia della maison e lo sguardo di Haider Ackermann produce una torsione interessante: la sensualità non è più ostentazione, ma tensione.
Dopo il debutto dello scorso anno, osservato con la diffidenza che accompagna sempre i passaggi di testimone nei grandi marchi, Ackermann dimostra di non voler replicare il lessico del fondatore. Piuttosto lo assorbe e lo trasforma. Il risultato è una collezione che lavora per risonanza, non per citazione. Tom Ford rimane Tom Ford, ma la sua seduzione si fa più sottile, quasi analitica.
Il bianco accecante della nuova era Tom Ford
Se la stagione precedente aveva immerso la passerella in un’atmosfera notturna e rarefatta, questa volta Ackermann sceglie una radicale inversione cromatica. La sfilata si svolge in uno spazio inondato di bianco ottico, una luce quasi fotografica che cancella ogni zona d’ombra.
L’effetto ricorda certi cambi di registro nel cinema. Come quando Dario Argento, dopo l’estetica barocca e oscura di Suspiria e Inferno, ambientò Tenebrae in un universo di luce accecante. Anche qui la luminosità non attenua la tensione: la amplifica.
In questo contesto visivo il guardaroba appare più urbano, quasi disciplinato. L’abito bianco diventa un assoluto grafico, una superficie che non concede distrazioni. Il gessato maschile recupera una dignità quasi monastica, mentre i completi sartoriali stringono il corpo con una precisione chirurgica. Tom Ford non abbandona il desiderio: lo rende più controllato.
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Sartoria, pelle e tensioni materiche
Ackermann costruisce la collezione su contrasti calibrati. Pelle e cashmere dialogano come due registri emotivi opposti: rigidità e morbidezza, controllo e abbandono.
In passerella compaiono pantaloni di pelle, gonne in coccodrillo, camicie aperte fino all’ombelico che interrompono la compostezza dei completi sartoriali. Una sottilissima cintura indossata direttamente sulla pelle trattiene i pantaloni con pochi passanti, creando una linea obliqua sui fianchi. È un gesto minuscolo ma potentemente sensuale.
Personaggi, non semplici modelli
L’erotismo rigoroso di Ackermann
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Daniele Conforti
