Le Celebrities adorano la Valentino Nellcôte
Se c’è una qualità che distingue davvero Alessandro Michele da qualunque altro direttore creativo nel fashion system odierno, è la sua capacità di costruire narrazioni complesse intorno a oggetti apparentemente semplici. Un foulard diventa una poesia visiva, una giacca un racconto autobiografico, una borsa un frammento di ideologia. E non c’è esempio più potente, nel 2025, della Valentino Nellcôte.
Presentata nel febbraio scorso alla sfilata Avant les Débuts, primo capitolo della nuova era Michele-Valentino, la Nellcôte bag è già diventata un cult. Non semplicemente per la sua estetica boho-glam, ma perché cristallizza in un solo oggetto tutta la tensione stilistica che anima la visione del designer: il cortocircuito tra passato e presente, nostalgia e urgenza, eccesso e ordine. Il nome stesso è evocativo: Nellcôte è la villa nel sud della Francia dove i Rolling Stones registrarono Exile on Main St. nel 1972. Un nome che dice tutto, ma lo fa senza spiegarsi. Michele non “rilancia” l’eredità di Valentino: la scompone, la filtra, la reinventa. E questa borsa è il manifesto.
Frange lunghissime, borchie metalliche a sfera, suede morbido come velluto, dettagli punk e silhouette da festival rock: la Nellcôte è una dichiarazione. È Valentino ma non è solo Valentino. È libertà d’espressione. È Roma che incontra Laurel Canyon. È un pezzo da museo che ti viene voglia di strapazzare nel quotidiano. Ed è anche una risposta molto lucida alla stagnazione creativa del settore: mentre molti brand scavano nella ripetizione sterile, Michele crea senso. E lo fa con una borsa.
Celebrities e visibilità organica: perché la Valentino Nellcôte non ha bisogno di marketing
Non serve orchestrare campagne pubblicitarie quando la tua borsa appare al braccio di Bella Hadid, Anne Hathaway, Rosalía, Vittoria Ceretti, Colman Domingo nel giro di tre settimane. Se un tempo erano i red carpet a decidere il destino di una it-bag, oggi tutto si gioca nelle zone grigie dello street style, nei backstage dei set cinematografici, nei post “rubati” dai paparazzi. Ed è qui che la Valentino Nellcôte sta vivendo la sua ascesa virale.
Bella Hadid è stata la prima a farne un feticcio. Non c’è nulla di casuale nella sua scelta: il modello in suede caramello, con frange lunghissime e VLogo appena accennato, parla direttamente al suo immaginario personale. Da anni Hadid gioca con il western chic, tra stivali texani, cinture con fibbie oversize, camicie a scacchi oversize e look equestri. La sua relazione con Adan Banuelos, cowboy professionista, ha reso tutto ancora più evidente: l’ispirazione è autentica, vissuta, non estetizzata a freddo. Quando abbina la Nellcôte a un paio di pantaloni con stampa di cavalli vintage firmati Chloé by Stella McCartney, non sta semplicemente “indossando una tendenza”. Sta facendo stilismo autobiografico. E per questo funziona.
Anne Hathaway è comparsa con il modello classico marrone scuro sul set di un nuovo film ancora senza titolo. Un’immagine quasi furtiva, ma sufficiente per accendere radar e wishlist. Anche perché Hathaway, negli ultimi due anni, è riuscita a ricostruire il proprio profilo fashion da zero, con l’aiuto di stylist intelligenti e un mix sapiente di couture e nostalgia Y2K. Il fatto che la Nellcôte faccia parte del suo guardaroba da set, parla della versatilità cinematografica della borsa, che riesce a essere costuming e accessorio moda allo stesso tempo.
Vittoria Ceretti, invece, ha scelto la Nellcôte per un viaggio a Ibiza. La versione in suede cioccolato con borchie piatte è diventata protagonista di uno scatto informale, accompagnata da un look rock d’ispirazione anni ’70. La cintura borchiata appoggiata sui fianchi è un chiaro tributo alla libertà stilistica pre-digital, quando i look non erano pensati per diventare virali ma per durare una stagione in più. In questo senso, la Nellcôte incarna un tempo lungo, resistente all’obsolescenza programmata della moda social.
Rosalía, tra le più influenti trendsetter del momento, ha indossato una versione custom della borsa – in pelle lucida nera con frange più corte – durante un’apparizione a sorpresa a Barcellona. Anche qui il messaggio è preciso: la Nellcôte è una borsa che si adatta a un’estetica fluida, trasversale, capace di mescolare flamenco e rock, vintage e street.
Colman Domingo, attore e amico della Maison, è stato fotografato con la versione maxi in pelle nera opaca, unisex ma non neutra, elegante senza essere borghese. La sua scelta sottolinea un altro aspetto cruciale: la Nellcôte rompe le barriere di genere, ed è costruita per essere desiderata, non assegnata.
Valentino Nellcôte: il revival dello spirito libero, firmato Michele
Al di là delle celebrity, la Valentino Nellcôte rappresenta un punto di rottura anche nel modo in cui la maison comunica la propria identità. Dopo anni di eleganza rigorosa sotto Pierpaolo Piccioli, Alessandro Michele ha scompaginato le carte. Non è un semplice restyling: è un’inversione di paradigma.
La borsa Nellcôte esprime tutto questo con precisione chirurgica. C’è dentro il bagaglio storico di Michele, certo: si leggono echi della GG Marmont, della Dionysus, delle Jackie 1961 che hanno segnato il suo passato in Gucci. Ma qui l’approccio è diverso: meno barocco e più spirituale. Il punk si fonde col folk, il western con il glam, ma senza ironia. La borsa è massimalista, sì, ma non è parodica. È pensata per durare, per viaggiare nel tempo, per invecchiare bene. Per raccontare storie, non solo per suscitare invidia.
Anche la costruzione è ricercata: pelle scamosciata di altissima qualità, finiture in palladio, struttura flessibile ma resistente, dettagli interni minimali. Non è una borsa che grida lusso, ma che lo sussurra. E questa è una rivoluzione. Perché in un mondo che ha fatto del logo una bandiera, Michele sceglie il sottotesto.
Il nome stesso della borsa, Nellcôte, è un riferimento colto, quasi iniziatico. Chi lo capisce, capisce. E chi non lo coglie, può comunque goderne l’estetica. Questa è la cifra del nuovo Valentino: un brand letterario, stratificato, intellettuale ma non elitario.
Daniele Conforti
