265 pezzi d’archivio Comme des Garçons all’asta a Londra
Il 15 settembre Londra metterà all’incanto quasi cinquant’anni di insubordinazione sartoriale. Kerry Taylor Auctions presenterà 265 lotti provenienti dall’archivio personale di Octavius La Rosa, collezionista australiano e fondatore di dot COMME, tra le realtà più autorevoli nella ricerca e conservazione del vintage firmato Rei Kawakubo. Non sarà una semplice sequenza di abiti rari: la vendita ricostruirà la traiettoria di un’autrice che ha cambiato il vocabolario della moda senza mai renderlo più facile.
La selezione attraversa gli esordi giapponesi degli anni Settanta, il debutto parigino del 1981, le collezioni radicali degli Ottanta e Novanta e le sperimentazioni scultoree dei Duemila e degli anni Dieci. Tutti i pezzi d’archivio Comme des Garçons proposti sono inediti sul mercato di dot COMME: una circostanza che aumenta l’interesse di collezionisti, istituzioni e curatori, soprattutto in una fase in cui il valore economico della moda d’archivio cresce insieme alla sua rilevanza culturale.
Diciotto lotti prima della rivoluzione parigina
Il nucleo più raro comprende 18 creazioni degli anni Settanta, realizzate prima che Kawakubo mostrasse il proprio lavoro a Parigi. Comme des Garçons era stata fondata ufficialmente a Tokyo nel 1973 e, in quella fase ancora poco documentata, conteneva già molti degli elementi destinati a definirne l’identità: asimmetrie, volumi instabili, neri profondi e una sartoria deliberatamente sottratta alle convenzioni del corpo.
Tra i lotti compare un cappotto che anticipa con sorprendente precisione l’estetica dei decenni successivi. La costruzione ampia, la palette monocromatica e i dettagli irregolari dimostrano come la grammatica di Kawakubo fosse già compiuta prima della sua consacrazione occidentale. Ancora più significativo è un ensemble legato alla prima presentazione parigina del 1981, composto da una giacca con elaborate sequenze di bottoni in corno e pantaloni corti e voluminosi. La bottonatura maschile rende letterale il nome della maison, “come i ragazzi”, senza ridurre il capo a un semplice esercizio androgino.
Parigi avrebbe reagito definitivamente nel 1982, quando la collezione Destroy impose maglie forate, bordi incompiuti e tessuti apparentemente deteriorati nel cuore di un sistema ancora dominato dall’opulenza. La stampa parlò di “Hiroshima chic”, definizione oggi problematica ma indicativa dello shock prodotto da quegli abiti. I capi della collezione possono essere valutati tra 2.000 e 6.000 euro, mentre gli esemplari più rari superano facilmente queste cifre.
Da Pirates a Lumps and Bumps: i pezzi d’archivio Comme des Garçons più attesi
Le stime raccontano un mercato ormai maturo. Un impermeabile nero con dettagli annodati dovrebbe fermarsi tra 590 e 820 euro; un completo pantalone in lana della collezione Pirates autunno-inverno 1982 è valutato tra 940 e 1.400 euro. Le cifre aumentano sensibilmente quando compaiono i capitoli entrati nei manuali di storia della moda.
È il caso di Body Meets Dress, Dress Meets Body primavera-estate 1997, soprannominata Lumps and Bumps o Quasimodo. Le imbottiture inserite in corrispondenza di fianchi, schiena e spalle deformavano la silhouette femminile, trasformando le presunte imperfezioni in elementi progettuali. Kawakubo non vestiva il corpo: ne contestava l’autorità come misura assoluta dell’abito. I pezzi della collezione possono raggiungere quotazioni comprese tra 4.500 e 11.000 euro.
Tra i lotti figura anche una creazione di Broken Bride autunno-inverno 2005, rilettura irrequieta dell’abito nuziale stimata tra 3.000 e 8.000 euro e oltre. Più recente, ma già molto richiesta, è la collezione Not Making Clothes del 2014: strutture tridimensionali vicine all’installazione, valutate tra 5.000 e 15.000 euro, che rendevano esplicito il progressivo sconfinamento di Comme des Garçons oltre l’idea tradizionale di guardaroba.
L’archivio di Octavius La Rosa diventa mercato
Daniele Conforti
