Borse di lusso, il capitale nell’armadio: gli italiani scoprono quanto valgono
Una Chanel può essere indossata, rivenduta, lasciata in eredità. Adesso entra con maggiore decisione anche nel lessico della liquidità: un oggetto da far valutare e utilizzare come garanzia, conservando la possibilità di recuperarlo. Il cambiamento riguarda il rapporto con l’acquisto prima ancora del prodotto. Alla domanda «quanto costa?» se ne affianca un’altra: quanto denaro può rendere disponibile? Il Rapporto Ipsos Doxa–Affide 2026 fotografa questa trasformazione, mentre il mercato secondario rende più visibile la distanza tra il prezzo pagato in boutique e il valore riconosciuto a un accessorio quando torna in circolazione.
Borse di lusso: il patrimonio piace agli under 40
L’indagine, realizzata a settembre 2026 attraverso 1.491 interviste, rileva che il 35% degli italiani possiede, personalmente o in famiglia, almeno una borsa di pregio. Tra gli under 40 la quota raggiunge il 45%: quasi una persona su due. Il dato incrina l’immagine della collezione come privilegio esclusivo di guardaroba maturi e patrimoni consolidati. Gli accessori di alta gamma appartengono anche a una generazione abituata a confrontare prezzi, cercare modelli fuori produzione e considerare la rivendita fra le possibilità successive all’acquisto. È una lettura coerente con il dato anagrafico, che da solo, però, non rivela le motivazioni dei singoli proprietari.
La ricerca registra inoltre che il 64% degli italiani riconosce alle borse un valore economico o patrimoniale, oltre a quello estetico e affettivo. Possesso e consapevolezza restano due indicatori distinti: si può attribuire valore a una Kelly senza averne mai acquistata una. Fra i nomi citati dal rapporto figurano Chanel, Gucci, Hermès e Louis Vuitton, marchi capaci di rendere immediatamente comprensibile l’idea di un accessorio che conserva una rilevanza commerciale oltre la stagione.
Borse di lusso come garanzia: cosa significa quel 61%
Il numero più interessante riguarda il 61% dei possessori, che prenderebbe in considerazione l’idea di utilizzare la propria borsa come garanzia per ottenere liquidità. La formulazione conta: è una disponibilità dichiarata, non la percentuale di persone che l’ha già impegnata. E il riferimento è ai proprietari, anziché indistintamente a tutti gli italiani. Affide ha accompagnato la presentazione della ricerca annunciando l’estensione alle borse dei propri servizi di valutazione, custodia, credito su pegno e vendita all’asta.

Il passaggio culturale è rilevante. Un accessorio acquistato per desiderio può diventare una risorsa temporanea senza essere immediatamente ceduto. Nel credito su pegno, il bene viene consegnato a garanzia di un finanziamento e può essere riscattato rispettando le condizioni previste. Ottenere liquidità e realizzare un guadagno sono operazioni differenti: il prestito comporta un rimborso e dei costi. La borsa permette di accedere a denaro; questo, di per sé, non dimostra che l’acquisto originario sia stato redditizio.
Investire in borse di lusso: il rendimento va letto bene
A sostenere il racconto finanziario del settore circola da anni un confronto pubblicato nel 2016 dall’operatore Baghunter. Secondo quell’analisi, fra il 1980 e il 2015 la Birkin avrebbe registrato un rendimento medio annuo del 14,2%, contro l’11,6% dell’S&P 500 e l’1,9% dell’oro. Sono cifre diventate un argomento ricorrente per presentare la borsa Hermès come investimento. Restano dati riferiti a un modello, a un intervallo storico e alla metodologia adottata da un soggetto commerciale.
Trasferirli all’intera categoria delle borse di lusso sarebbe improprio. Per misurare il risultato di una rivendita occorre conoscere il prezzo effettivamente incassato e sottrarre commissioni, eventuali interventi di manutenzione e altre spese sostenute. Anche il tempo necessario a trovare un compratore modifica la convenienza dell’operazione. Una quotazione pubblicata online non equivale a una vendita conclusa: la cifra richiesta racconta l’aspettativa del venditore, quella pagata misura l’incontro con la domanda.
Il record Birkin e il valore irripetibile della provenienza

Borse di lusso di seconda mano: il valore si verifica nei dettagli
Daniele Conforti
