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I nuovi modelli di borse Primavera 2025

In un’epoca in cui l’accessorio è molto più che un complemento, le borse primavera 2025 diventano dichiarazioni d’intenti. La moda si muove oggi in un territorio liquido, dove il concetto di lusso evolve e si contamina: tra artigianalità e funzionalismo, heritage e hyperdesign. A guidare la trasformazione sono le borse, oggetti carichi di valore simbolico e capaci di raccontare identità, bisogni e aspirazioni. Dalla versatilità raffinata della nuova Chanel 25 al rigore strutturale della Soft Bag firmata Ferragamo, le proposte di stagione puntano su un’estetica composita, pensata per accompagnare ogni sfaccettatura della quotidianità. Tra volumi ibridi, materiali tattili, geometrie mutanti e dettagli couture, la borsa PE25 è il nuovo punto di equilibrio tra forma, funzione e desiderio.

BC Duo Bag: sorellanza e artigianalità secondo Brunello Cucinelli

Quando Camilla e Carolina Cucinelli hanno presentato ieri a Milano la BC Duo Bag, non era solo un lancio di prodotto. Era una dichiarazione di intenti. Per la prima volta, le figlie del fondatore si sono messe pubblicamente al centro del processo creativo, dando vita a una borsa che riflette il loro sguardo e la loro idea di femminilità: complessa, sfaccettata, moderna. Il design è semplice solo in apparenza. In realtà, ogni cucitura, ogni pannello specchiato, ogni scelta cromatica riflette una tensione duale: tra giorno e sera, tra funzionalità e raffinatezza, tra famiglia e carriera.

Disponibile in quattro dimensioni e una palette che spazia dall’avorio al salvia, dal marrone al pesca, la BC Duo Bag è la traduzione più concreta dell’idea di lusso etico e silenzioso che il brand coltiva da sempre a Solomeo. Le varianti in pelle si alternano a tessuti stagionali come il denim e la flanella, mentre la struttura geometrica è ammorbidita da volumi dinamici e dettagli artigianali. Non è solo un accessorio: è una storia di famiglia trasformata in forma.

Gotham Bag: il dark glamour secondo JordanLuca

JordanLuca sceglie di raccontare la sua visione della femminilità urbana con la Gotham Bag, accessorio manifesto di una nuova estetica industrial-lux. Nata a Londra ma prodotta interamente in Italia, la borsa si fa portavoce di un approccio metropolitano al design, in cui la funzionalità si intreccia con un’estetica graffiante, ma calibrata. La pelle goffrata effetto coccodrillo è il primo elemento a catturare lo sguardo: disponibile in quattro colori – nero, marrone, rosso sangue e un cyber yellow d’impatto – la Gotham punta a distinguersi senza eccedere.

Le linee nette, i dettagli metallici cromati e la tracolla regolabile trasformano la mini bag in un oggetto adatto a tutte le ore, perfetto con il trench tecnico come con il maxi blazer sartoriale. L’appeal della Gotham risiede nella sua attitudine camaleontica, nel riuscire a essere sofisticata e sovversiva insieme, come chi la indossa. È la risposta di JordanLuca a una generazione che non vuole scegliere tra eleganza e identità.

Soft Bag di Ferragamo: l’arte della morbidezza

Se la collezione PE25 di Ferragamo è una dichiarazione d’amore al balletto e alla fluidità, la Soft Bag ne è il naturale complemento materico. Disegnata da Maximilian Davis con l’intento di aggiornare l’heritage della maison, questa borsa nasce da un equilibrio perfetto tra forma e gesto, struttura e leggerezza. Il design parte da un’archivio silhouette degli anni ’90, ma ne ribalta l’impostazione rigida con una morbida pelle nappata plissettata, lucida quanto basta per catturare la luce.

La chiusura a perno in metallo dorato, insieme al gancio Gancio – segno grafico indelebile del brand – aggiunge un tocco scultoreo che rimane però sottovoce. Le tracolle interne si possono ripiegare, permettendo alla Soft di diventare pochette per la sera. È disponibile in tre dimensioni (small, medium, large), con prezzi che partono da 2.450 dollari. Il vero lusso oggi è saper ammorbidire anche le regole: Ferragamo lo ha capito perfettamente.

Louis Vuitton Biker Bag: anatomia di una rivoluzione silenziosa

Tra le borse primavera 2025, quella firmata da Louis Vuitton porta il nome di una ribellione: Biker Bag. Nicolas Ghesquière l’ha immaginata come un omaggio alla giacca biker, simbolo per eccellenza di libertà e anticonformismo, trasformandola in un oggetto d’uso quotidiano, ma dal carisma quasi narrativo. Lontana anni luce dalle logomanie sfacciate, questa borsa opta per un’identità più tattile e intima, fatta di dettagli minimi e volumi essenziali. Il piccolo logo LV Circle, il pellame pixelato in grigio o dark denim, il corpo slouchy ma capace di tenere la forma: tutto grida sottrazione. Ma una sottrazione che pesa.

Le dimensioni – nano, PM e MM – parlano a target differenti, mentre la possibilità di giocare con le tracolle removibili e regolabili garantisce la massima libertà. Il prezzo va dai 3.250 ai 4.600 dollari, ma il vero valore sta nella visione evolutiva che incarna: una nuova idea di lusso silenzioso, che non ha bisogno di urlare per essere riconosciuto.

Prada Buckle Bag: architettura pura

Prada continua il suo racconto tra rigore e romanticismo con la Buckle Bag, proposta qui nella sua nuova variante bucket. Presentata nella sfilata PE25, la borsa traduce in oggetto tutto il senso del progetto Miuccia-Raf: purezza formale, tensione concettuale, precisione architettonica. Le proporzioni sono calibrate con chirurgica accuratezza. L’equilibrio tra i due manici, la pelle di vitello rigida, le fibbie metalliche ispirate al workwear e al bondage, tutto è studiato per trasmettere autorevolezza senza eccessi.

Le varianti colore – dal classico nero al bordeaux, dal caramello al bianco con inserti neri – arricchiscono la palette senza indulgere in toni urlati. L’interno in nappa con tasca a toppa e la portabilità regolabile (grazie al drop da 28 a 36 cm) la rendono perfetta per chi cerca una borsa che sappia essere statement e workhorse insieme. È una delle proposte più potenti di questa stagione, e anche una delle più coerenti con l’evoluzione del marchio.

Celine Lulu: la borsa che non ti chiede nulla

In un panorama saturo di oggetti “intelligenti”, la Lulu Bag di Celine punta sull’essenzialità radicale. Silhouette a mezzaluna, nessuna ostentazione, solo linee pulite, pelle martellata o canvas Triomphe e un micro-logo dorato: “if you know, you know”, verrebbe da dire. Firmata Hedi Slimane, la Lulu sintetizza alla perfezione il concetto di quiet luxury. È una borsa che non ti chiede di cambiare look o postura, ma che si adatta a ogni esigenza con una naturalezza sconcertante.

La porti a mano o a tracolla, la infili in valigia o nel quotidiano, senza che perda mai di allure. Le dimensioni contenute (circa 21 cm per lato) la rendono compatta ma sorprendentemente capiente. Costa tra i 1.600 e i 1.850 dollari, una cifra che oggi – per un accessorio firmato e resistente – suona quasi ragionevole. La Lulu non urla per essere notata. Ma chi la nota, sa.

Dior Signature Bucket: sportività borghese

Maria Grazia Chiuri prosegue la sua esplorazione del quotidiano femminile con la nuova Signature Bucket Bag, punto d’incontro tra funzionalismo borghese e sensibilità street. Presentata nella collezione PE25, è la risposta ideale per chi cerca una borsa sportiva senza rinunciare alla forma, ancorata a un’estetica che mixa tailoring e athleisure. La struttura semi-morbida, le tracolle regolabili, le due versioni – in pelle pieno fiore o Dior Oblique canvas – rendono la Signature Bucket una compagna versatile, perfetta per tragitti misti e giornate imprevedibili.

I prezzi partono da 3.350 dollari, ma il posizionamento non è solo economico. Dior ha colto il segno dei tempi: le consumatrici vogliono borse che si adattino, non che dominino. E in questa borsa, in bilico tra heritage e libertà, trovano esattamente questo.

Daniele Conforti