Pierpaolo Piccioli reimmagina le borse di Balenciaga per l’Autunno 2026
Pierpaolo Piccioli ha impiegato appena due stagioni per dimostrare che la sua presenza alla guida di Balenciaga non è un semplice passaggio creativo, ma l’inizio di una trasformazione strutturale del linguaggio della maison. La sfilata Autunno 2026, presentata in una location immersa nell’oscurità lungo gli Champs-Élysées, ha reso visibile questo processo. Giganteschi schermi avvolgevano lo spazio proiettando un video realizzato con Sam Levinson, creatore della serie globale Euphoria. Non un semplice fondale scenografico, ma un dispositivo narrativo.
Il tema è quello del clair-obscur, tecnica pittorica che studia la tensione tra luce e ombra. Piccioli la traduce in un vocabolario sartoriale fatto di contrasti: volumi ampi contro linee aderenti, superfici opache interrotte da lampi di cristalli, pelle monocroma attraversata da sfumature degradé. Lo stesso principio attraversa le borse di Balenciaga, trasformandole in oggetti quasi cinematografici, pensati per catturare la luce mentre si muovono nello spazio.
Nuove silhouette: HG Avenue, George Bag e Fan Bag
Tra le novità più evidenti della stagione emerge la HG Avenue, una reinterpretazione morbida e semi-strutturata dell’iconica Hourglass. Il modello conserva l’idea di curvatura architettonica tipica della maison, ma introduce una struttura più flessibile e quotidiana. Il risultato è una borsa che mantiene l’impatto visivo dell’Hourglass, ma con un’attitudine meno rigida, più urbana.
Al suo fianco debutta la George Bag, probabilmente il segnale più chiaro della direzione che Piccioli vuole imprimere alla casa. Il modello introduce un nuovo emblema Balenciaga: una reinterpretazione grafica del double B, pensata per dialogare con l’heritage della maison senza replicarne i codici storici. La George Bag appare sia in versioni monocrome estremamente pulite sia in varianti ombré, dove la pelle sfuma progressivamente dal nero al grigio metallico o dal bordeaux al rosso scuro.
La terza novità è la Fan Bag, una top-handle di medie dimensioni con chiusura morbida e cintura centrale. Qui Piccioli lavora sul concetto di volume sospeso: la struttura sembra quasi galleggiare attorno al corpo della borsa, un effetto che richiama direttamente la ricerca sullo spazio vuoto tra corpo e abito che attraversa l’intera collezione.
Le icone Balenciaga rilette attraverso la luce
Parallelamente alle nuove silhouette, Piccioli mantiene in vita alcuni dei pilastri più riconoscibili dell’archivio recente. La Rodeo e soprattutto Le City — modello che negli anni Duemila ha definito l’estetica Balenciaga sotto Nicolas Ghesquière — tornano in passerella con una nuova interpretazione materica.
La nuova Le City boxy, introdotta già nel Pre-Fall, appare ora arricchita da pelle ombré e cristalli degradé che riflettono la luce in modo quasi liquido. Il risultato è un accessorio che conserva l’energia urbana della versione originale ma la filtra attraverso una sensibilità couture.
Questo dialogo con la storia della maison è tutt’altro che nostalgico. Piccioli lo aveva dichiarato chiaramente al suo debutto: citare è più rivoluzionario che negare ciò che è venuto prima. Un principio che lo porta a mettere in relazione tre figure chiave della storia Balenciaga: Cristóbal Balenciaga, Nicolas Ghesquière e Demna.
Archivio, volume e spazio tra il corpo e l’oggetto
Daniele Conforti
